Per dare un senso al nostro futuro
PENSIAMO AVANTI. PENSIAMOCI UNITI.
Pensiamoci uniti.
Sì. L’Italia ha i numeri per competere. 150 anni di unità del paese per festeggiare. 30% di disoccupazione giovanile. 36% di disoccupazione giovanile al sud. Italia.
Pensiamo avanti.
Sì. L’Italia può cambiare. Ri-orientando le proprie risorse per acquisire competitività. Per esempio riducendo il rischio nel passaggio scuola-lavoro per quasi il 20% dei giovani che hanno smesso di studiare, non hanno alcun diploma e non lavorano.
Le donne sono un capitale ma più del 50% delle donne italiane è intelletto inattivo e inespresso. L’ingresso di 100mila giovani e di 100mila donne occupate si traduce in maggior ricchezza per tutti di circa 1,3 punti.
Adottiamo modelli di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro basati sulla formazione professionale e dell’apprendistato come fatto in DK, FI, JPN, A, NL e D.
Sì agli ammortizzatori sociali e spazio ai giovani, perché con “ammortizzatori” intendiamo cassa integrazione per gli adulti, supporto a chi è già al lavoro.
Spazio ai giovani con la introduzione di fondi, sussidi, sgravi e crediti fiscali per l’inserimento dei giovani, di chi non è ancora nel mercato del lavoro.
Sì alla riduzione del divario tra flessibilità del lavoro temporaneo (offerto solo ai giovani), e rigidità di quello a tempo indeterminato (prerogativa esclusiva degli adulti) perché impone ai giovani la permanenza per lunghi tempo nella precarietà, meno gratificante e peggio retribuita che ha conseguenze nefaste non solo sulla vita privata e sulla capacità di creare una famiglia, ma su tutta la capacità di crescita del paese.
Non lamentiamoci se i nostri talenti poi fuggono dall’Italia.
Cube Tree. Perchè noi siamo scienza, non fantascienza.
- At 9 gennaio 2011
- By Paola Cinti
- In Featured, Tecnologia
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Mentre in Italia si discute ancora sulla valenza che i social network possono avere nella nostra vita e se essi possono essere più o meno utili o semplicemente approcciabili dalle nostre aziende, io voglio provare a fare un salto qualitativo e raccontarvi un’esperienza fatta nel 2010 con un social network aziendale completamente gratuito che risponde al nome di Cube Tree.
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